Col termine mentoplastica si intende l’intervento correttivo atto ad aumentare o ridurre la sporgenza del mento, rendendolo armonico con il resto del viso.
Questo intervento è spesso associato alla rinoplastica per migliorare il profilo.
Si parla di mentoplastica riduttiva quando si tratta di asportare dell’osso in eccesso o di mentoplastica additiva quando è necessario inserire protesi per aumentare il volume del mento.
Per effettuare l’intervento è sufficiente l’anestesia locale, ma se la mentoplastica è eseguita insieme ad altri interventi viene praticata una sedazione profonda.
Una grande cura ed attenzione viene rivolta all’analisi iniziale che prevederà un’attenta visita e delle foto che permetteranno un adeguato studio del caso.
Per l’intervento di mentoplastica “Riduttiva” si pratica un’ incisione nel sottomento di 3 cm si raggiunge la struttura ossea che viene rimodellata/ridotta e, nel caso sia necessario, vengono ridotti anche i tessuti molli.
L’ incisione risulterà invisibile, in quanto verrà praticata nel solco sottomentoniero.
L’intervento di mentoplastica “Additiva”, viene praticato intervenendo aumentando il volume della zona del mento attraverso l’innesto di protesi: tramite una piccola incisione all’interno del cavo orale o sotto il mento, di circa 1 cm di lunghezza, viene inserita una protesi della grandezza necessaria a ridare armonia al volto, si tratta di un intervento molto delicato e va eseguito con attenzione in modo da evitare che la protesi possa andare a contatto con la cavità orale.
Anche nel caso della mentoplastica additiva generalmente è sufficiente l’anestesia locale, ma se la mentoplastica è eseguita insieme ad altri interventi viene fatta una sedazione profonda.
Le indicazioni per affrontare al meglio il periodo post-operatorio sono poche in quanto è necessario avere molta attenzione nel non pesare con sforzi eccessivi sul movimento dell’apparato mascellare.
Nel giorno successivo all’intervento, è sufficiente applicare del ghiaccio sulla zona trattata, per non traumatizzare il mento e non causare danni alla sutura effettuata, è necessario alimentarsi, secondo un piano concordato, con cibi morbidi per una settimana circa.
Alla base del “modus operandi” vi è sempre una profonda attenzione al paziente ed alle sue esigenze, puntando prevalentemente sul rapporto che si viene a creare: il paziente si affida completamente nelle mani del chirurgo che si impegna ad ascoltarne le richieste, a studiare ed a proporre il percorso migliore al fine di raggiungere il risultato desiderato.